partito democratico


da www.sinistra-democratica.it

Il Comitato promotore di Sinistra Democratica riunitosi a Roma il 10 maggio, ha eletto quasi all’unanimità (due soli voti si di astensione e nessun contrario) Claudio Fava coordinatore nazionale del Movimento. La proposta di chiamare a questa responsabilità il parlamentare europeo è stata avanzata da Fabio Mussi , coordinatore dimissionario, a nome dell’intero Direttivo, alla fine della relazione introduttiva dei lavori dell’organismo dirigente.

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da l’Unità del 30 aprile

di Cesare Salvi e Massimo Villone

Dopo la pesante sconfitta del 13 e 14 aprile, è ineludibile la domanda: serve ancora Sinistra democratica? Noi pensiamo che possa servire, perché c’è in Italia uno spazio politico, sociale e culturale a sinistra del PD, e perché in campagna elettorale i quadri e i militanti di SD hanno mostrato di esserci, numerosi e combattivi.
Per rilanciare l’iniziativa di SD, bisogna però recuperare due elementi centrali nella nostra originaria proposta, – la cultura di governo e l’identità socialista – abbandonati nei successivi drammatici mesi, e bisogna dare una struttura, leggera e democratica, al nostro movimento.

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da www.sinistra-democratica.it

La sorpresa è forte, dura. Crea sgomento, incredulità. Il ragionamento politico, quello che affronta il nodo dell’analisi di una sconfitta elettorale netta, per un momento viene dopo. Prima di tutto c’è il sentimento comune di tante donne e uomini che si pongono una domanda: e ora cosa sarà? Non è una domanda qualunque e non c’è una risposta immediata. E’ la prima volta, nella storia politica repubblicana, che la sinistra non ha una rappresentanza parlamentare, né alla Camera né al Senato. C’è qualcosa di drammatico, di unico nel panorama europeo. Nessuno in questo modo l’aveva previsto, noi stessi non l’avevamo messo nel più negativo dei conti. La politica si intreccia con qualcosa che va oltre i suoi confini, qualcosa che riguarda ciò che comunemente chiamiamo vita. La vita di quelle persone che pensano la politica, sempre, come razionalità e passione insieme, costruzione di relazioni e di conflitti e compromessi, tempo speso per dare senso a un’idea, rendere concreto un progetto comune. Vita e politica, a sinistra, sono sempre state molto vicine, intrecciate. Per questo la domanda – ora cosa sarà – va nel profondo di ognuno di noi. E ci costringerà a ragionare a lungo per giungere ad una risposta. Oggi siamo davanti ad alcuni fatti inequivocabili e come tali vanno detti e studiati. Tre su tutti. La netta vittoria di Berlusconi e della destra, la sorpresa delle dimensioni della nostra sconfitta elettorale, il cumulo di errori politici in soli sei mesi della guida veltroniana del partito democratico.

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A quasi un mese dal voto e nel pieno della campagna elettorale la sproporzione esistente tra lo spazio destinato dagli organi di informazione ai due maggiori partiti rispetto a quello a cui hanno accesso le formazioni minori è impressionante, per questo è fondamentale la massima mobilitazione per dare forza alla nostra protesta.
E’ convocato un presidio, a cui parteciperanno Fausto Bertinotti e Alfonso Pecoraro Scanio, di fronte alla sede Rai di Viale Mazzini giovedì 13 alle ore 12:00 per manifestare contro i tagli informativi e la totale assenza de “la Sinistra-l’Arcobaleno” dalla cronaca politica dei telegiornali polarizzata esclusivamente dal duopolio PD – Pdl.
Rai di tutti o di due?

Ministro, come va?
“Sto bene, i due reni nuovi funzionano… Ne approfitto, a 18 giorni dall’intervento chirurgico, per ringraziare di cuore i tanti – compagni, amici e anche avversari politici – da cui ho ricevuto un fiume di messaggi. Quella che sto vivendo è un’esperienza importante. Ho sperimentato qui a Bergamo il valore della scienza italiana e i livelli di qualità raggiunti dal sistema sanitario pubblico. E’ emozionante ricevere, da uno sconosciuto che ha terminato la sua vita, organi che consentono di allungare la tua. E’ un grandissimo atto di altruismo. In futuro testimonierò sempre a favore della cultura della donazione”.

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All ricerca di un’intesa tra la Sinistra – l’Arcobaleno e il candidato sindaco di Roma Francesco Rutelli.
Confertenza stampa per il governo comune della città di Roma.
Mercoledì 27 febbraio 2008 ore 12:30 presso il Centro Congressi – Sala Anfiteatro in Via dei Frentani, 4.

Mercoledì 27 febbraio alle ore 12.30 in Via dei Frentani 4, i rappresentanti nazionali e romani de la Sinistra – l’Arcobaleno, indicono una conferenza stampa.
Saranno presenti i leader nazionali dei quattro partiti de la Sinistra l’Arcobaleno: Oliviero Diliberto, Franco Giordano, Cesare Salvi, Alfonso Pecoraro Scanio; i segretari romani de la Sinistra – l’Arcobaleno: Massimo Cervellini, Riccardo Mastrorillo, Fabio Nobile,Massimiliano Smeriglio; il candidato sindaco di Roma per il Partito Democratico: Francesco Rutelli. Sarà inoltre presente Patrizia Sentinelli.

da Il Riformista del 5/09/2007

Cesare Salvi: “Oggi una federazione, domani un partito.

Ma non rinunciamo al socialismo europeo. La decisione della maggioranza dei Ds di sciogliere il partito per fondersi con la Margherita nel PD ha prodotto due effetti negativi, strettamente collegati, che qualcuno di noi aveva previsto e cercato di evitare. Da un lato la destabilizzazione del governo, con la coabitazione di due leader, Prodi e Veltroni, che già “duellano” su programma di governo, tasse e debito. Dall’altro l’estrema difficoltà di garantire la presenza in Italia di una significativa forza di sinistra e socialista.

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Intervista rilasciata da Fabio Mussi e pubblicata su La Stampa martedì 3 luglio 2007

di Riccardo Barenghi

 

Nell’intervista pubblicata ieri sulla Stampa Piero Fassino ha accusato Mussi e la sua Sinistra democratica di usare due pesi e due misure: «Non capisco perché quando a Firenze io lavoravo per il Partito democratico, stavo liquidando la sinistra. Mentre oggi va bene Veltroni che sostiene la stessa prospettiva da molti anni. (…) Tornino pure tutti quelli che vogliono tornare ma ammettano di essersi sbagliati su di me».

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da: Aprile OnLine.it   02.07.2007

di Fulvia Bandoli

Secondo Fassino dovremmo tornare nel Pd ora che c’è Veltroni… e dovremmo anche chiedere scusa, a lui in particolare, perché non avremmo capito che lui e Veltroni dicono da sempre le stesse cose.
La svista di Piero è doppia: io penso infatti che Veltroni sia il più autentico interprete del Pd e con lui alla guida è ancora più chiaro dove va il Pd.

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